Report critico-istituzionale sul mancato coinvolgimento delle eccellenze artistiche e associative tarantine nella narrazione di Taranto “𝐋𝐚 𝐂𝐢𝐭𝐭𝐚̀ 𝐒𝐩𝐚𝐫𝐭𝐚𝐧𝐚”
Il presente report evidenzia una criticità rilevante nella programmazione culturale e comunicativa legata alla valorizzazione dell’identità storica di Taranto come città di origine spartana: il mancato o insufficiente coinvolgimento di alcune realtà artistiche, associative e professionali locali, che da anni contribuiscono alla promozione della memoria, della storia e delle radici culturali della città.

𝐂𝐨𝐧𝐭𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐜𝐨 𝐞 𝐜𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐞

Taranto rappresenta un caso storico di particolare rilievo nel panorama mediterraneo: secondo la tradizione, la fondazione della colonia spartana di Taras 𝐫𝐢𝐬𝐚𝐥𝐞 𝐚𝐥 𝟕𝟎𝟔 𝐚.𝐂. e costituisce un elemento identitario unico per la città. Tale patrimonio non è soltanto memoria archeologica, ma può diventare una leva culturale, educativa, turistica ed economica se sostenuto da una strategia pubblica inclusiva, coerente e partecipata.

Michele Riondino

𝐂𝐫𝐢𝐭𝐢𝐜𝐢𝐭𝐚̀ 𝐫𝐢𝐥𝐞𝐯𝐚𝐭𝐚

a principale criticità riguarda la percezione di una selezione parziale degli interlocutori culturali coinvolti nelle iniziative dedicate a Taranto “La Città Spartana”.
Pur riconoscendo il valore delle personalità già presenti, tra cui 𝐌𝐢𝐞𝐭𝐭𝐚 e 𝐌𝐚𝐬𝐬𝐢𝐦𝐨 𝐂𝐢𝐦𝐚𝐠𝐥𝐢𝐚, appare necessario interrogarsi sull’assenza di altre figure e realtà del territorio, che hanno maturato competenze, visibilità e continuità d’azione nella valorizzazione dell’𝒊𝒅𝒆𝒏𝒕𝒊𝒕𝒂̀ 𝒕𝒂𝒓𝒂𝒏𝒕𝒊𝒏𝒂.
Mietta
Massimo Cimaglia
 
In particolare, si segnala l’opportunità di considerare il contributo di eccellenze nostrane quali 𝐑𝐨𝐛𝐞𝐫𝐭𝐚 𝐃𝐢 𝐋𝐚𝐮𝐫𝐚, 𝐂𝐢𝐧𝐳𝐢𝐚 𝐓𝐞𝐝𝐞𝐬𝐜𝐨, 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐍𝐚𝐯𝐚, 𝐅𝐚𝐛𝐢𝐨 𝐁𝐚𝐫𝐧𝐚𝐛𝐚, 𝐏𝐚𝐭𝐫𝐢𝐳𝐢𝐚 𝐂𝐨𝐧𝐭𝐞, 𝐕𝐚𝐥𝐞𝐧𝐭𝐢𝐧𝐚 𝐓𝐫𝐨𝐦𝐛𝐞𝐭𝐭𝐢𝐞𝐫𝐞, 𝐢𝐧 𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐕𝐚𝐥𝐞𝐧𝐭𝐢𝐧𝐚 𝐋𝐚𝐯𝐚𝐥𝐞𝐩𝐢𝐳𝐳𝐢𝐜𝐚𝐭𝐚, 𝐌𝐢𝐦𝐦𝐨 𝐂𝐚𝐯𝐚𝐥𝐥𝐨, 𝐋𝐞 𝐍𝐞𝐫𝐞𝐢𝐝𝐢 𝐝𝐢 𝐓𝐚𝐫𝐚𝐬 – 𝐀𝐬𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐍𝐞𝐨𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐞𝐬, 𝗔𝗹𝗲𝘀𝘀𝗮𝗻𝗱𝗿𝗮 𝗘𝗰𝗰𝗹𝗲𝘀𝗶𝗮, 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗼 𝗖𝗼𝘀𝗮 ma anche altri, come 𝐌𝐢𝐜𝐡𝐞𝐥𝐞 𝐑𝐢𝐨𝐧𝐝𝐢𝐧𝐨, 𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐃𝐢𝐨𝐝𝐚𝐭𝐨, eccellenze vere, accanto ad associazioni, studiosi, operatori culturali, artisti e professionisti che da tempo raccontano la storia, le origini e le tradizioni della città attraverso linguaggi diversi: arte, danza, musica, ricerca, divulgazione, rievocazione storica e promozione territoriale.

Le nostre eccellenze escluse

Valentina Trombettiere - LaValepizzicata

𝐄𝐟𝐟𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐦𝐚𝐧𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐢𝐧𝐯𝐨𝐥𝐠𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨

• 𝑰𝒏𝒅𝒆𝒃𝒐𝒍𝒊𝒎𝒆𝒏𝒕𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒓𝒂𝒑𝒑𝒓𝒆𝒔𝒆𝒏𝒕𝒂𝒕𝒊𝒗𝒊𝒕𝒂̀ 𝒄𝒖𝒍𝒕𝒖𝒓𝒂𝒍𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒊𝒏𝒊𝒛𝒊𝒂𝒕𝒊𝒗𝒆 𝒑𝒖𝒃𝒃𝒍𝒊𝒄𝒉𝒆.
• 𝑹𝒊𝒔𝒄𝒉𝒊𝒐 𝒅𝒊 𝒕𝒓𝒂𝒔𝒎𝒆𝒕𝒕𝒆𝒓𝒆 𝒖𝒏𝒂 𝒏𝒂𝒓𝒓𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒊𝒏𝒄𝒐𝒎𝒑𝒍𝒆𝒕𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍’𝒊𝒅𝒆𝒏𝒕𝒊𝒕𝒂̀ 𝒕𝒂𝒓𝒂𝒏𝒕𝒊𝒏𝒂.
• 𝑷𝒆𝒓𝒅𝒊𝒕𝒂 𝒅𝒊 𝒄𝒐𝒎𝒑𝒆𝒕𝒆𝒏𝒛𝒆 𝒂𝒓𝒕𝒊𝒔𝒕𝒊𝒄𝒉𝒆 𝒆 𝒂𝒔𝒔𝒐𝒄𝒊𝒂𝒕𝒊𝒗𝒆 𝒈𝒊𝒂̀ 𝒓𝒂𝒅𝒊𝒄𝒂𝒕𝒆 𝒔𝒖𝒍 𝒕𝒆𝒓𝒓𝒊𝒕𝒐𝒓𝒊𝒐.
• 𝑷𝒐𝒔𝒔𝒊𝒃𝒊𝒍𝒆 𝒅𝒆𝒎𝒐𝒕𝒊𝒗𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒈𝒍𝒊 𝒐𝒑𝒆𝒓𝒂𝒕𝒐𝒓𝒊 𝒍𝒐𝒄𝒂𝒍𝒊 𝒄𝒉𝒆 𝒅𝒂 𝒂𝒏𝒏𝒊 𝒄𝒐𝒏𝒕𝒓𝒊𝒃𝒖𝒊𝒔𝒄𝒐𝒏𝒐 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒑𝒓𝒐𝒎𝒐𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒄𝒊𝒕𝒕𝒂̀.
• 𝑹𝒊𝒅𝒖𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍’𝒊𝒎𝒑𝒂𝒕𝒕𝒐 𝒄𝒐𝒎𝒖𝒏𝒊𝒄𝒂𝒕𝒊𝒗𝒐 𝒆 𝒑𝒂𝒓𝒕𝒆𝒄𝒊𝒑𝒂𝒕𝒊𝒗𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒑𝒓𝒐𝒈𝒆𝒕𝒕𝒖𝒂𝒍𝒊𝒕𝒂̀ 𝒄𝒖𝒍𝒕𝒖𝒓𝒂𝒍𝒊.
Franco Cosa

𝐕𝐚𝐥𝐮𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞

Una programmazione culturale efficace non può limitarsi alla valorizzazione di singole figure, ma deve costruire un ecosistema aperto, capace di mettere in relazione istituzioni, artisti, associazioni, scuole, università, operatori turistici e cittadini. La cultura, soprattutto quando assume una funzione identitaria, richiede un metodo trasparente, inclusivo e plurale.

𝐑𝐚𝐜𝐜𝐨𝐦𝐚𝐧𝐝𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐞

1. 𝑰𝒔𝒕𝒊𝒕𝒖𝒊𝒓𝒆 𝒖𝒏 𝒆𝒍𝒆𝒏𝒄𝒐 𝒑𝒖𝒃𝒃𝒍𝒊𝒄𝒐 𝒆 𝒂𝒈𝒈𝒊𝒐𝒓𝒏𝒂𝒕𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒓𝒆𝒂𝒍𝒕𝒂̀ 𝒂𝒓𝒕𝒊𝒔𝒕𝒊𝒄𝒉𝒆, 𝒂𝒔𝒔𝒐𝒄𝒊𝒂𝒕𝒊𝒗𝒆 𝒆 𝒄𝒖𝒍𝒕𝒖𝒓𝒂𝒍𝒊 𝒂𝒕𝒕𝒊𝒗𝒆 𝒔𝒖𝒍𝒍𝒂 𝒏𝒂𝒓𝒓𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒔𝒕𝒐𝒓𝒊𝒄𝒂 𝒅𝒊 𝑻𝒂𝒓𝒂𝒏𝒕𝒐.
2. 𝑷𝒓𝒆𝒗𝒆𝒅𝒆𝒓𝒆 𝒕𝒂𝒗𝒐𝒍𝒊 𝒅𝒊 𝒄𝒐𝒏𝒔𝒖𝒍𝒕𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒑𝒆𝒓𝒊𝒐𝒅𝒊𝒄𝒊 𝒑𝒓𝒊𝒎𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒅𝒆𝒇𝒊𝒏𝒊𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒊 𝒆𝒗𝒆𝒏𝒕𝒊, 𝒄𝒂𝒎𝒑𝒂𝒈𝒏𝒆 𝒆 𝒑𝒓𝒐𝒈𝒆𝒕𝒕𝒊 𝒄𝒖𝒍𝒕𝒖𝒓𝒂𝒍𝒊.
3. 𝑨𝒅𝒐𝒕𝒕𝒂𝒓𝒆 𝒄𝒓𝒊𝒕𝒆𝒓𝒊 𝒄𝒉𝒊𝒂𝒓𝒊 𝒅𝒊 𝒔𝒆𝒍𝒆𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒈𝒍𝒊 𝒂𝒓𝒕𝒊𝒔𝒕𝒊 𝒆 𝒅𝒆𝒈𝒍𝒊 𝒐𝒑𝒆𝒓𝒂𝒕𝒐𝒓𝒊 𝒄𝒐𝒊𝒏𝒗𝒐𝒍𝒕𝒊 𝒏𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒊𝒏𝒊𝒛𝒊𝒂𝒕𝒊𝒗𝒆 𝒊𝒔𝒕𝒊𝒕𝒖𝒛𝒊𝒐𝒏𝒂𝒍𝒊.
4. 𝑭𝒂𝒗𝒐𝒓𝒊𝒓𝒆 𝒍𝒂 𝒓𝒐𝒕𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒆 𝒍𝒂 𝒑𝒍𝒖𝒓𝒂𝒍𝒊𝒕𝒂̀ 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒑𝒓𝒆𝒔𝒆𝒏𝒛𝒆, 𝒆𝒗𝒊𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒄𝒐𝒏𝒄𝒆𝒏𝒕𝒓𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊 𝒓𝒊𝒄𝒐𝒓𝒓𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒔𝒖 𝒑𝒐𝒄𝒉𝒊 𝒔𝒐𝒈𝒈𝒆𝒕𝒕𝒊.
5. 𝑰𝒏𝒕𝒆𝒈𝒓𝒂𝒓𝒆 𝒍𝒆 𝒆𝒄𝒄𝒆𝒍𝒍𝒆𝒏𝒛𝒆 𝒍𝒐𝒄𝒂𝒍𝒊 𝒏𝒆𝒊 𝒑𝒆𝒓𝒄𝒐𝒓𝒔𝒊 𝒅𝒊 𝒑𝒓𝒐𝒎𝒐𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒕𝒖𝒓𝒊𝒔𝒕𝒊𝒄𝒂, 𝒆𝒅𝒖𝒄𝒂𝒕𝒊𝒗𝒂 𝒆 𝒊𝒅𝒆𝒏𝒕𝒊𝒕𝒂𝒓𝒊𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒄𝒊𝒕𝒕𝒂̀.
6. 𝑪𝒐𝒔𝒕𝒓𝒖𝒊𝒓𝒆 𝒖𝒏𝒂 𝒄𝒂𝒃𝒊𝒏𝒂 𝒅𝒊 𝒓𝒆𝒈𝒊𝒂 𝒄𝒖𝒍𝒕𝒖𝒓𝒂𝒍𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒊𝒏𝒄𝒍𝒖𝒅𝒂 𝒊𝒔𝒕𝒊𝒕𝒖𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊, 𝒂𝒔𝒔𝒐𝒄𝒊𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊, 𝒑𝒓𝒐𝒇𝒆𝒔𝒔𝒊𝒐𝒏𝒊𝒔𝒕𝒊 𝒆 𝒄𝒊𝒕𝒕𝒂𝒅𝒊𝒏𝒊 𝒂𝒕𝒕𝒊𝒗𝒊.
Antonio Diodato
0a nostra critica non è faziosa ma collaborativa. Chi ci segue da molti anni conosce il nostro impegno a 360° per la valorizzazione di questa meravigliosa città.
La valorizzazione di Taranto come “Città Spartana” rappresenta un’opportunità strategica per rilanciare l’immagine della città, rafforzarne l’identità e generare nuove prospettive culturali e turistiche.

Tuttavia, tale percorso rischia di perdere forza se non viene fondato su un coinvolgimento ampio e autentico delle energie locali. Recuperare le competenze e le eccellenze artistiche dimenticate non significa formulare una critica sterile, ma chiedere una programmazione più giusta, rappresentativa e all’altezza della storia di Taranto.

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