๐ƒ๐€๐‹๐‹๐€ ๐Œ๐Ž๐๐˜๐ƒ๐‘๐„๐€ ๐€๐“๐“๐‘๐€๐‚๐‚๐€๐“๐€ ๐€๐‹ ๐๐Ž๐๐“๐ˆ๐‹๐„ ๐“๐€๐‘๐€๐๐“๐ˆ๐๐Ž, ๐๐‘๐Ž๐๐‹๐„๐Œ๐ˆ ๐Ž ๐„๐‚๐Ž๐๐Ž๐Œ๐ˆ๐€ ๐๐„๐‘ ๐‹๐€ ๐‚๐ˆ๐“๐“๐€’ ๐„๐ƒ ๐ˆ๐‹ ๐“๐„๐‘๐‘๐ˆ๐“๐Ž๐‘๐ˆ๐Ž?

Abbiamo voluto consultare un tecnico, il ๐†๐ž๐จ๐ฆ. ๐Œ๐š๐ซ๐ข๐จ ๐’๐ž๐›๐š๐ฌ๐ญ๐ข๐š๐ง๐จ ๐€๐ฅ๐ž๐ฌ๐ฌ๐ข, che ha professionalmente gestito in ambito industriale, siderurgico e in ambito di edilizia civile il problema dello ๐’๐Œ๐€๐‹๐“๐ˆ๐Œ๐„๐๐“๐Ž ๐š ๐๐Ž๐‘๐Œ๐€ ๐๐ž๐ฅ๐ฅ’๐€๐Œ๐ˆ๐€๐๐“๐Ž.
Scrive Alessi:
“La Drea ha ancora in essere pannelli di amianto, che dovrebbero essere rimossi, confinati ed incapsulati per poi essere conferiti in discarica autorizzata.
Non vedo alcun problema perchรฉ attraverso un piano di lavoro e le tecniche in uso, รจ possibile farlo anche con pannelli integri in perfetta sicurezza facendosi supportare da camere di decontaminazione ed isolando step by step le zone di lavoro (prova fumi, aria terapeutica, vie di fuga, ecc..).
E’ questa una normale attivitร  suffragata dal vantaggio di operare su una nave priva di personale di bordo e addirittura fuori servizio.
A tale proposito vorrei ricordare che con l’Azienda con cui operavo come tecnico, abbiamo bonificato il pavimento in vinil-amianto del ๐“๐ซ๐ข๐›๐ฎ๐ง๐š๐ฅ๐ž ๐๐ข ๐“๐š๐ซ๐š๐ง๐ญ๐จ con personale operante sia avvocati che cittadini, con costanti ed approfonditi controlli giornalieri.
Quindi se il tutto viene fatto sotto un puntuale controllo non vedo alcun problema.
Purtroppo perรฒ in questo momento non abbiamo sufficienti prove e notizie di prima mano ed il sentito dire o per sensazione non aiutano affatto a dare giudizi di merito. Ci vogliono paletti di riferimento ben saldi per giustificare e/o respingere la nave.
Purtroppo รจ ormai consuetudine chiacchierare ed argomentare non conoscendo bene gli aspetti tecnici e normativi.
Non puรฒ esserci alcun tipo di contaminazione ambientale se il lavoro viene fatto con i criteri di legge. ( Legge 257/1992 โ€“ Ha sancito il divieto di produzione e utilizzo dellโ€™amianto in Italia, stabilendo le linee guida per la sua rimozione.)
Dโ€™altronde, oltre a ricordare che il D.M. 6 settembre 1994 โ€“ Definisce le metodologie di bonifica (incapsulamento, confinamento e rimozione) e le precauzioni per ridurre il rischio di esposizione su tutti gli impianti, navi, industrie ed aziende sono state obbligate e โ€œliberarsiโ€ di qualsiasi fonte di amianto.
Se questa nave dev’essere demolita o rimessa in navigazione DEVE AVERE pur il diritto/dovere di essere bonificata. Altrimenti si porterร  per tutta la vita questo carico di veleno sul groppo.
Quindi, per concludere il problema dove sta?
O nel trovare sistema e modo per fare la bonifica non a norma, situazione dopo il clamore mediatico, impossibile, generando โ€œplusvalenzeโ€ o farne diventare un caso politico, che purtroppo ormai condiziona la vita del cittadino sotto ogni forma e luogo.
Se fossi io il sindaco di Taranto, chiaramente consigliato da tecnici, dopo l’arrivo e l’attracco della nave a Taranto, dietro un super lautissimo compenso (barattando magari qualche cosa di piรน rilevante per la cittร ), assicurerei lavoro in cittร  con l’ indotto per tutto il territorio sotto il controllo e monitoraggio continuo garantiti dalle leggi in atto.
๐†๐ž๐จ๐ฆ. ๐Œ๐š๐ซ๐ข๐จ ๐’๐ž๐›๐š๐ฌ๐ญ๐ข๐š๐ง๐จ ๐€๐ฅ๐ž๐ฌ๐ฌ๐ข
Scrivono da Giustizia per Taranto:
Aggiornamento sulla โ€œNave Dreaโ€ (Nota del 18 settembre u.s.)
Dopo essere stata respinta nei giorni scorsi dalla Capitaneria di Porto, da stamattina ci ritroviamo la Nave Drea attraccata nel nostro porto.
Si tratta dellโ€™ex traghetto della compagnia Moby, da tempo in attesa di bonifica per la presenza di lastre di amianto: un vero problema ambientale e per la salute.
Respinta prima da Spalato e poi da Crotone, la nave ha chiesto nuovamente lโ€™ormeggio a Taranto.
Nonostante il diniego iniziale dellโ€™Autoritร  portuale, โ€œil forte vento e le condizioni meteo avverse in mare aperto, avrebbero costretto la Capitaneria di Porto a concedere una sosta temporaneaโ€.
Ci auguriamo con forza che la bonifica non venga effettuata qui, come qualcuno ha giร  ipotizzato: su questo vigileremo con la massima attenzione.
Ancora una volta ci ritroviamo a essere il luogo in cui โ€œportare tuttoโ€, e questo finisce per instillarci lโ€™idea di una cittร  destinata ad accogliere ciรฒ che altrove non vogliono.
Non รจ la nave in sรฉ il problema, ma il messaggio che continua a passare: che Taranto sia sempre il posto giusto per il peggio. E tutto questo non puรฒ essere piรน accettato.

La nostra nota prima dell'attracco a Taranto della Motonave MOBYDREA

In passato la NOSTRA AMMIRAGLIA la VITTORIO VENETO, piena anch’essa di AMIANTO dopo molti anni in Mar Piccolo, nottetempo uscรฌ tristemente dal canale navigabile per essere rottamata in Turchia.
Il sogno di avere UN MUSEO VITTORIO VENETO di cui avevamo sperato come “Associazione Nave Vittorio Veneto” di avere svanรฌ miseramente perchรจ NON FURONO TROVATE le RISORSE.
Comunque dal punto di vista legislativo In Italia, la rimozione e lo smaltimento dellโ€™amianto sono regolati da una serie di leggi e normative, tra cui il Decreto Legislativo 81/2008, che stabilisce le norme per la sicurezza nei luoghi di lavoro, e la Legge 257/1992, che vieta lโ€™uso dellโ€™amianto e stabilisce le linee guida per la sua bonifica.
Le principali direttive prevedono che:
Solo le ditte specializzate e autorizzate possano effettuare la rimozione dellโ€™amianto. Nello specifico lโ€™attivitร  di smaltimento amianto puรฒ essere svolta unicamente da aziende iscritte allโ€™Albo Nazionale Gestori Ambientali nella categoria 10.
รˆ necessario ottenere i permessi dalle autoritร  locali prima di iniziare i lavori di rimozione.
Devono essere seguiti protocolli di sicurezza specifici, inclusi lโ€™uso di attrezzature di protezione individuale (DPI) e la messa in sicurezza dellโ€™area di lavoro.
Il mancato rispetto di queste normative puรฒ comportare gravi sanzioni, sia per i privati che per le aziende
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