Da Taranto a Sparta con il progetto Erasmus

Liceo Quinto Ennio

𝑸𝒖𝒆𝒔𝒕𝒂 π’Žπ’‚π’•π’•π’Šπ’π’‚ π’Žπ’‚π’“π’•π’†π’…π’ŠΜ€ 16 π’…π’Šπ’„π’†π’Žπ’ƒπ’“π’† 2025 𝒏𝒆𝒍 𝑷𝒂𝒍𝒂𝒛𝒛𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 π‘ͺ𝒖𝒍𝒕𝒖𝒓𝒂, 𝒍𝒂 π‘©π’Šπ’ƒπ’π’Šπ’π’•π’†π’„π’‚ π‘¨π’„π’„π’π’‚π’—π’Šπ’, π™œπ™‘π™ž 𝙖𝙑π™ͺπ™£π™£π™ž π™š π™ž π™™π™€π™˜π™šπ™£π™©π™ž π™™π™šπ™‘ π™‡π™žπ™˜π™šπ™€ π™Œπ™ͺπ™žπ™£π™©π™€ π™€π™£π™£π™žπ™€ – π™¨π™šπ™―π™žπ™€π™£π™š π™˜π™‘π™–π™¨π™¨π™žπ™˜π™– π™™π™šπ™‘ π™π™šπ™§π™§π™–π™§π™žπ™¨ – 𝙙𝙖 π™₯π™€π™˜π™€ π™©π™€π™§π™£π™–π™©π™ž 𝙙𝙖 π™Žπ™₯𝙖𝙧𝙩𝙖 π™£π™šπ™‘π™‘β€™π™–π™’π™—π™žπ™©π™€ π™™π™šπ™‘ π™₯π™§π™€π™œπ™šπ™©π™©π™€ 𝙀𝙧𝙖𝙨𝙒π™ͺ𝙨, 𝒉𝒂𝒏𝒏𝒐 𝒓𝒂𝒄𝒄𝒐𝒏𝒕𝒂𝒕𝒐 π™‘β€™π™šπ™¨π™₯π™šπ™§π™žπ™šπ™£π™―π™– π™«π™žπ™¨π™¨π™ͺ𝙩𝙖 π™£π™šπ™‘ π™˜π™ͺπ™€π™§π™š π™™π™šπ™‘π™‘π™– π™‡π™–π™˜π™€π™£π™žπ™–.

Un’esperienza vissuta intensamente dai nostri ragazzi e dai loro insegnanti, Giancarlo Antonucci e Patrizia D’Elia con un’accoglienza giudicata dagli stessi a consuntivo, davvero straordinaria.

Gli Alunni del Liceo Quinto Ennio

La nota del Prof.ssa Patrizia D'Elia

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Il capoluogo spartano, Γ¨ una terra legata profondamente alle radici storiche e culturali con la figlia Taras.

Il progetto, si realizza con il sostegno e la collaborazione dell’associazione culturale Dopolavoro Filellenico, e rappresenta un passaggio decisivo e profondamente significativo per il rafforzamento dei rapporti di amicizia, solidarietΓ  e vicinanza tra la comunitΓ  tarantina e quella spartana.

La nota del Prof. Giancarlo Antonucci

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Gli studenti e i loro insegnanti, Giancarlo Antonucci e Patrizia D’Elia, hanno raccontato con passione e partecipazione il viaggio vissuto nel cuore della Laconia. L’esperienza, intensa e ricca di emozioni, Γ¨ stata caratterizzata da un’accoglienza straordinaria: β€œUn’accoglienza giudicata dagli stessi a consuntivo, davvero straordinaria”, hanno sottolineato i docenti, evidenziando quanto i rapporti umani e la condivisione abbiano reso il soggiorno indimenticabile.

Il capoluogo spartano Γ¨ una terra profondamente legata alle radici storiche e culturali della cittΓ  di Taranto, la figlia di Sparta. Questa connessione ancestrale ha fatto sΓ¬ che il viaggio non fosse soltanto un’occasione di studio, ma anche un momento di riscoperta delle proprie origini e di rafforzamento dell’identitΓ  culturale.

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Il progetto Erasmus si Γ¨ concretizzato grazie al sostegno e alla collaborazione dell’associazione culturale Dopolavoro Filellenico. Questo partenariato ha rappresentato un passaggio decisivo e profondamente significativo per il rafforzamento dei rapporti di amicizia, solidarietΓ  e vicinanza tra la comunitΓ  tarantina e quella spartana, aprendo nuove prospettive di dialogo e collaborazione nel segno della cultura e della memoria storica condivisa.

La mattinata presso la Biblioteca Acclavio si Γ¨ trasformata in un vero e proprio ponte tra passato e futuro, tra Italia e Grecia, tra Taranto e Sparta. Come recita un antico proverbio italiano, β€œChi trova un amico trova un tesoro”: l’amicizia e la collaborazione nate da questa esperienza sono il tesoro piΓΉ prezioso che i ragazzi e i docenti del Liceo Quinto Ennio porteranno con sΓ©, testimoniando come la cultura sia sempre capace di unire i popoli e rafforzare le comunitΓ .

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E’ stato presente a quest’incontro in rappresentanza del sindaco di Taranto Piero Bitetti, l’assessore alle attivitΓ  produttive Francesco Cosa, che ha avuto parole di apprezzamento per l’iniziativa dialogando anche con i ragazzi presenti all’incontro. Β 

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Il Presidente del Consiglio Comunale della CittΓ  Spartana di Taranto, Gianni Liviano ha ricordato i profondi legami storici e culturali che uniscono le due comunitΓ .

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Il Consigliere Mirko di Bello anch’egli presente ha ribadito, che Taranto Γ¨ Spartana, come Γ¨ stato Β recentemente dichiarato ed approvato su sua iniziativa in Β un documento condiviso dalla giunta comunale tarantina.

L'intervento del Consigliere Avv.Mirko Di Bello

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I racconto degli Alunni protagonisti di questa iniziativa Erasmus.

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La nota sul viaggio a Sparta della Prof.ssa Patrizia D'Elia.

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Il SIAP il Β Sindacato Italiano AppartenentiΒ  Polizia, che sostiene il progetto culturale di ripristino dei rapporti fra Taranto e Sparta, era presente con due suoi rappresentanti, il Dott.Pasquale Antonazzo ed il Dott.Antonio Giordano. Β 

Ricordiamo la recente iniziativa dell’aprile scorso intitolata β€œTaranto ChiAma Sparta”  con l’aggiunta della nota β€œL’Importanza di essere SPARTANI.

La nota del Dott. Pasquale Antonazzo

La nota della Prof.ssa Daniela Rotondo

Un libro che aiuta a capire SPARTA, la nostra Madre.

Sparta non ha lasciato in ereditΓ  una splendida acropoli ancora visitabile. Sparta non annovera tra i suoi figli uno storico illustre che ne abbia ricostruito le vicende. Di Sparta sappiamo essenzialmente quello che ci ha raccontato la sua storica rivale, Atene.

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Ma a leggere bene tra le testimonianze del passato, emerge un’altra storia, tutta da raccontare.

Che cosa sappiamo di Sparta? CittΓ  guerriera, popolata di eroi programmati per combattere a difesa della patria senza temere la morte.

SocietΓ  dove il singolo non conta di fronte alla comunitΓ . Sparta Γ¨ la pΓ³lis severa che senza pietΓ  elimina i bambini imperfetti e sottopone i superstiti a un addestramento durissimo. Soprattutto,

Β Sparta Γ¨ l’antitesi di Atene: se questa Γ¨ la culla della democrazia, della filosofia, della poesia, della libertΓ , Sparta Γ¨ la roccaforte dell’oligarchia, cittΓ  senza cultura, austera ed essenziale. Ma Γ¨ davvero cosΓ¬?

Β Questo libro prova ad andare oltre lo stereotipo. Scopriremo che la vulgata sulla soppressione dei bambini Γ¨ probabilmente un falso; che l’educazione spartana non era poi cosΓ¬ diversa dall’educazione impartita ai ragazzi nelle altre cittΓ  di Grecia; che vivere a Sparta non significava votarsi solo alla guerra e all’addestramento militare; che in cittΓ  si apprezzavano motti di spirito, musica, feste; che le donne avevano piΓΉ libertΓ  e piΓΉ diritti rispetto alle altre donne greche. Insomma, scopriremo perchΓ© la cittΓ  Β«amabileΒ» e Β«divinaΒ» – per citare Omero – ha lasciato segni indelebili nella storia e nella cultura del mondo greco.

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