Dall'età Murattiana all'(in)civiltà dell'Acciaio

Un viaggio critico attraverso la modernità secondo Arturo Guastella

Taranto, città di antiche origini, fondata nel 406 a.C. dai coloni greco/spartani e crocevia di civiltà, ha vissuto nel corso dei secoli profonde trasformazioni, che ne hanno segnato il paesaggio urbano, sociale ed economico. In questo saggio, seguendo la prospettiva critica di Arturo Guastella, ripercorriamo il cammino, che conduce dalla stagione murattiana fino all’epoca dell’industrializzazione pesante, riflettendo sulle luci e le ombre della modernità, che hanno inciso sulla città dei DUE MARI.

L’Età Murattiana: Sogni di Rinnovamento

L’inizio dell’Ottocento segna per Taranto un momento di rinascita urbana e civile. Durante il periodo murattiano, con Gioacchino Murat al governo del Regno di Napoli, la città si apre alla modernità attraverso interventi urbanistici che mirano a superare la struttura medievale del centro storico. Vengono tracciati nuovi assi viari, costruiti edifici pubblici, favorite le attività commerciali e mercantili. Il “Borgo Nuovo” rappresenta la speranza di una città capace di dialogare con l’Europa, interpretando il progresso come opportunità di crescita collettiva.

In questa fase, la modernità è vissuta come promessa: la città si espande, la borghesia acquisisce nuovi spazi e si afferma una visione laica e aperta al cambiamento. Guastella, tuttavia, invita a leggere tra le righe: la modernizzazione non è solo tecnica, ma anche sociale, e spesso le nuove disuguaglianze si celano dietro la facciata del progresso.

Dalla Speranza alla Disillusione: L’Arrivo dell’Acciaio

Il Novecento irrompe a Taranto con una nuova promessa di modernità: la grande industria siderurgica, incarnata dall’Italsider, trasforma radicalmente il volto della città. L’insediamento del polo dell’acciaio porta lavoro, ricchezza apparente, sviluppo infrastrutturale. Ma il prezzo pagato è altissimo: la perdita di identità culturale, la distruzione dell’ambiente naturale, l’emarginazione delle tradizioni.

Guastella osserva come la modernità industriale, lungi dal realizzare il benessere collettivo, si tramuti spesso in “inciviltà”: la città smarrisce la sua anima, schiacciata tra le esigenze della produzione e i bisogni della popolazione. Le ciminiere diventano il simbolo di un progresso che non sa più distinguere tra crescita e devastazione, tra futuro e alienazione.

Secondo Arturo Guastella, la storia di Taranto è quella di una modernità mancata, segnata da promesse non mantenute e da una costante tensione tra innovazione e perdita. La città, che nell’epoca murattiana aveva assaporato la possibilità di un rinnovamento armonico, si trova ora a fare i conti con le contraddizioni di uno sviluppo che privilegia l’efficienza economica a scapito della qualità della vita e della coesione sociale.

Guastella invita il lettore a riflettere sulle responsabilità collettive e sulle scelte politiche che hanno condotto Taranto verso una modernità “incivile”, in cui la tecnica non si accompagna mai davvero al progresso umano. “Non tutto ciò che luccica è oro”, ammonisce l’autore, ricordando come la vera modernità non possa prescindere dal rispetto per la storia, per l’ambiente e per le persone.

Il viaggio critico di Guastella attraverso la storia di Taranto non si chiude con un giudizio definitivo, ma si apre a una domanda: è possibile immaginare una nuova modernità che non rinneghi il passato, ma lo valorizzi? Forse, come recita un antico proverbio tarantino, “Ogni cosa a suo tempo”: che sia giunto il momento di ripensare il futuro della città, recuperando il senso profondo della comunità e dell’appartenenza.

Solo così Taranto potrà riscoprire la sua vera vocazione, trasformando le cicatrici dell’acciaio in occasioni di rinascita e di speranza.

La presentazione a cura del Dott.Mimmo Mazza

Cliccare sulla foto per visualizzare il video

La nota del Procuratore Dott.ssa Eugenia Pontassuglia

Cliccare sulla foto per visualizzare il video

L'intervento del Sindaco di Taranto Piero Bitetti.

Cliccare sulla foto per visualizzare il video
Cliccare sulla foto per visualizzare il video

La nota della Dott.ssa Claudia Sanesi

Cliccare sulla foto per visualizzare il video
Cliccare sulla foto per visualizzare il video

L'intervento del prof. Stefano Vinci

Cliccare sulla foto per visualizzare il video
Cliccare sulla foto per visualizzare il video

L'intervento conclusivo dell'autore Dott. Arturo Guastella.

Cliccare sulla foto per visualizzare il video
Cliccare sulla foto per visualizzare il video

Galleria fotografica

Verificato da MonsterInsights