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ONORE AI CADUTI DI NASSIRIYA
Il 12 novembre è una data che rimane impressa nella memoria collettiva italiana: nel 2003, a Nassiriya, in Iraq, un tragico attentato costò la vita a diciannove italiani tra militari e civili impegnati in missione di pace.
Anche in questo 2025, a distanza di anni da quei drammatici eventi, il Comitato per la Qualità della Vita presieduto dal prof. Carmine Carlucci con il coordinamento della Prof.ssa Annamaria La Neve e la partecipazione della Dott.ssa Federica Stamerra in rappresentanza del Sindaco di Taranto Piero Bitetti, del Colonnello Antonio Marinucci, Comandante provinciale dei Carabinieri, della prof.ssa Alba Nigro, dell’Ammiraglio Claudio Confessore, del fotografo e Blogger Max Perrini, del maestro Rino Salvatore Mottola dell’Istituto Musicale Archita, con i suoi gli alunni, del Presidente Giuseppe Scialpi dell’Associazione Vittime Civili di Guerra, del Presidente dell’U.N.U.C.I. (Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia) Dott. Cav. C.V. (c.a,) Gianni Passafiume, dell’Avv. Raffaele Russo con gli uomini e le donne della Protezione Civile, si è svolto un incontro celebrativo per rendere omaggio ai caduti, di Nasirija, quelli della “notte di Taranto” e a tutte le vittime civili di guerra con una solenne cerimonia di commemorazione, presso l’Aula Magna dell’Istituto Tecnico Pacinotti di Taranto diretto dalla Preside Dott.ssa Giovanna Santoro, unitamente ad alunni e docenti.
La commemorazione e l'omaggio ai caduti di Nassiriya
Le vittime italiane furono:
- i Carabinieri
- Massimiliano Bruno, maresciallo aiutante, Medaglia d’Oro di Benemerito della cultura e dell’arte
- Giovanni Cavallaro, sottotenente
- Giuseppe Coletta, brigadiere
- Andrea Filippa, appuntato
- Enzo Fregosi, maresciallo luogotenente
- Daniele Ghione, maresciallo capo
- Horacio Majorana, appuntato
- Ivan Ghitti, brigadiere
- Domenico Intravaia, vicebrigadiere
- Filippo Merlino, sottotenente
- Alfio Ragazzi, maresciallo aiutante, Medaglia d’Oro di Benemerito della cultura e dell’arte
- Alfonso Trincone, maresciallo aiutante
- i militari dell’Esercito italiano
- Massimo Ficuciello, capitano
- Silvio Olla, maresciallo capo
- Alessandro Carrisi, primo caporal maggiore
- Emanuele Ferraro, caporal maggiore capo scelto
- Pietro Petrucci, caporal maggiore
- i civili
- Marco Beci, cooperatore internazionale
- Stefano Rolla, regista
La lettura di una nota da parte di uno studente del ITT Pacinotti
Alcuni momenti della cerimonia
Onore ai caduti della notte di Taranto e alle vittime civili di guerra
Nell’ambito della stessa manifestazione sono stati ricordati i tragici momenti che portarono distruzione e morte della flotta italiana ancorata nella rada di Mar Grande a Taranto l’11 ed il 12 novembre del 1940.
La notte tra l’11 e il 12 novembre 1940 rappresenta una delle pagine più significative della storia navale della Seconda guerra mondiale. In quelle ore, la Royal Navy britannica portò a termine un audace attacco aereo contro la flotta italiana ancorata nel porto di Taranto. Questo episodio, noto come la “Notte di Taranto”, segnò non solo un colpo devastante per la Regia Marina italiana, ma anche un cambiamento epocale nelle tattiche di guerra navale, anticipando l’impiego strategico delle portaerei.
L’evento ha avuto inizio con la deposizione di un omaggio floreale ai piedi di una stele nella via dedicata ai nostri eroi italiani, allietata dalla musica e dall’esecuzione dell’Inno di Mameli. Successivamente si è formato un corteo preceduto dagli alunni del Liceo musicale Archita e seguito dalle Autorità intervenute alla cerimonia, accompagnati da un minuto di silenzio che ha coinvolto emotivamente tutti i presenti.
Nei vari interventi che si sono succeduti, è stato sottolineato come il sacrificio dei militari e dei civili italiani rappresenti un esempio di coraggio e di dedizione al servizio della pace e della comunità internazionale. “Ricordare questi uomini e queste donne significa onorare i valori della solidarietà, della responsabilità e della giustizia, che dovrebbero guidare il nostro agire quotidiano”, sono state queste le dichiarazioni, che hanno caratterizzato i vari interventi.
La nota del Col. Antonio Marinucci
La nota della preside del Pacinotti Dott.ssa Giovanna Santoro
Il nostro racconto fotografico
Durante la cerimonia, alcuni studenti hanno letto brani e pensieri dedicati alle vittime, mentre altri hanno presentato brevi riflessioni storiche sul contesto della missione italiana in Iraq. Non sono mancati momenti di profonda commozione, a testimonianza di quanto l’episodio di NASSIRIYA abbia segnato l’animo di tutto il Paese.
La lettura del giuramento di Nassiriya
L'intervento in streming del prof. Carmine Carlucci
L'intervento del Col. Antonio Marinucci
Altro intermezzo musicale degli Alinni/Alunne del Pacinotti
Il Prof. Salvatore Mottola racconta l'Inno di Mameli.
L'esacuzione dell'Inno di Mameli
Consegna degli attestati di partecipazione
L'intervento dell'Ammiraglio Claudio Confessore
L'intervento della Prof.ssa Alba Nigro
L’auspicio che è scaturito anche quest’anno dal il ricordo dei fatti di NASSIRIYA è che si continui a rappresentare un monito contro ogni forma di violenza e un invito a costruire un futuro di pace, considerando il difficile momento storico che stiamo attraversando.

Ringrazio Max Perrini per la costante attenzione verso tutte le iniziate promosse sul territorio e le diverse problematiche ad esso legate.
Per quanto riguarda l’evento del 12 novembre, data che coniuga due momenti della storiografia, il bombardamento del 1940 “Notte di Taranto” e la “Strage di Nassiriya” del 2003, per me molto significativi sono stati i lavori delle studentesse e degli studenti, riconosciti e valorizzati particolarmente nel corso dell’intervento del col. Antonio Marinucci, il quale ha catturato l’attenzione di tutti i presenti con la testimonianza di quanto direttamente visto e vissuto in quella parte di Iraq.
L’ampio spazio lasciato alle ragazze ed ai ragazzi è stato voluto, dagli organizzatori, alla luce delle più valide linee pedagogiche (che trovano riscontro nella comperenza europea “Imparare ad imparare”), finalizzate ad un apprendimento efficace attraverso il “fare”, che vede il docente e le diverse figure educative, come mediatori verso la conoscenza.
Quanto realizzato dai giovani è ampiamente documentato dalle straordinarie immagine dell’instancabile Max Perrini.
Grazie Annamaria, dedico molto del mio tempo alla conoscenza ed alla storia della nostra meravigliosa Taras, Tarentum, Taranto. Una città bellissima che meriterebbe una maggiore considerazione e rispetto da parte di tutti, Istituzioni comprese.