Un Ponte Sociale a Massafra (TA)

UN PONTE SOCIALE A MASSAFRA

Nel ricordo del prof. Francesco Silvestri recentemente scomparso si è svolta ieri sabato 23 aprile 2022 a Massafra (TA) presso il Centro Culturale “Il Ponte” in via De Notaristefani, 8/10 , un contenitore culturale e dal forte impegno sociale in favore del territorio, una mostra a lui dedicata.

A presentare l’evento a cui hanno partecipato numerosi amici, soci e simpatizzanti, la figlia Gaia, che ha voluto non solo ricordare l’attività del padre ma sottolineare il valore della cultura e dell’attività sociale.

“Un seme, un valore e cercava di farlo emergere anche facendo superare limiti, che ognuno di noi ha. Questa sarà la sede del Ponte, associazione di promozione sociale che abbiamo fondato l’anno scorso, dichiara Gaia Silvestri, siamo iscritti nel registro unico nazionale del terzo settore e siamo stati i primi qui a Massafra.”  

E prosegue “Svilupperemo una serie d’iniziative di utilità sociale. Quello, che mi preme trasferire è il concetto principale di cultura.

Non si può fare solo cultura essendo una istituzione cioè facendo politica, la cultura vale benissimo per la vita di tutti i giorni e voi, ognuno di voi, è operatore culturale e dimostra questo concetto di cultura come una scelta di vita, una scelta di vita interiore un modo di educare i nostri figli, un fattore esistenziale, la cultura non ha niente a che fare con l’istruzione ed anzi viene sconfitta se viene conosciuta solo da pochi, la vera innovazione sociale non è quella, che si crea nei centri di erudizione nelle business school, la vera innovazione sociale è quella di vallata cioè quella di crinale, quella che prende tutte le contaminazioni, tutte le provenienze e questo il concetto di cultura dell’arricchimento delle reciproche differenze e questo è quello che lui ci ha insegnato è quello che noi cerchiamo di fare che vogliamo fare in questo posto che come avete visto è molto versatile.

Quindi verranno organizzate ovviamente mostre di pittura, di fotografia, faremo laboratori di lettura con il coinvolgimento delle scuole di tutte le generazioni perché la chiave per fare cultura è proprio questa lo scambio di generazioni.

E’ impensabile il proiettarsi verso il futuro senza tesaurizzare quello che è stato e quindi la generazione, la vecchia generazione deve parlare  alla nuova generazione e dire va bene la digitalizzazione ma anche il profumo della mortadella è cultura e così viceversa.

La nuova generazione può accelerare e rendere più fluidi dei pensieri e delle esperienze della vecchia generazione. Questa sarà la chiave in cui questo luogo fiorirà, lo scambio di generazioni in cui io credo molto, ho fatto vari progetti su questo e sono convinta che questa è la chiave per creare innovazione sociale e per cercare di fare anche nel mio piccolo di rivestire il ruolo politico, che per me non è molto differente dal ruolo sociale.

Abbiamo iniziato quindi la rassegna, la presentazione della nostra associazione con la mostra di quadri è stato veramente molto difficile scegliere perché abbiamo scoperto quadri, che non avevamo mai visto.

Veramente era un motore continuo, evidentemente attraverso la pittura e la scrittura lui esprimeva se stesso e si creava una opportunità di felicità è quindi dall’arte essendo così trasversale, universale, che siamo voluti partire questa sera.

Il risultato di questo, di quello che vedete è la sommatoria di una serie di collaborazioni, che sono arrivate spontaneamente, non solo figure professionali come Matilde Giorgi, che per amicizia ha fatto questo lavoro straordinario di riprogettazione d’interno cercando appunto di valorizzare ogni angolo e ogni posto con un criterio, che solo successivamente abbiamo visto nella sua visione di arte anche nell’arredamento e nella rivisitazione di un luogo.

Naturalmente ringrazio Marco, Nicola, che come me stati qui ogni giorno per quattro mesi e come se vedessimo crescere un figlio. E stato molto emozionante, sono accaduti anche episodi particolari, che diciamo ci hanno fatto accapponare la pelle a volte, sarà suggestione sarà perché effettivamente questa vita terrena non può finire qui, ci sono stati episodi particolari in cui comunque abbiamo avvertito un’essenza sprigionata, che ci ha reso partecipi intimamente e così abbiamo coinvolto anche le persone, che hanno le attività commerciali qui intorno e associazioni, che spontaneamente hanno dato il loro contributo.

Ecco questo è il senso quando il luogo non è solo un luogo ma è anche un concetto, un concetto di convivenza, di unione quello, che lui diceva no, quando raccontava l’ episodio, che gli chiedevano: Beh! come stai ?…… “scèma….scèma”

A questo per dire che l’importante è stare insieme quindi ripristinare anche il luogo fisico no e la possibilità di guardarci negli occhi di sentire le palpitazioni e quindi di fare, di trasformare il concetto di città in comunità e questo è fare comunità, cioè confrontarsi.

Tant’è che questo sarà anche il luogo in cui s’incontreranno innovatori, innovatori digitali, s’incontreranno talenti del nostro territorio, che sono tantissimi ma che rimangono chiusi nella loro cameretta perché non hanno persone o non hanno avuto la possibilità, la fortuna di essere accompagnati e di far sì che le loro idee diventino progetti,  diventino generatori di posti di lavoro.

Questa è una missione, una missione, che io sento in modo forse totale e totalizzante ma che non solo mi fa sentire viva ma mi fa sentire soprattutto utile e quindi e chiudo, il concetto di cultura torna.

E’ questo il fatto di rivolgersi verso gli altri, di non chiudersi in se stessi, di non pensare solo a se stessi, perché non ha alcun senso avere, come dire, il finale delle nostre azioni, che ricade solo nella nostra sfera.

E’ solo il confronto con gli altri che ci fa superare i nostri limiti e quindi, è questo, è quello, che certamente io farò fino a quando diciamo avrò fiato; cercherò di divulgare questo concetto in questo luogo, che mi sembra anche più che gradevole.

Quindi sarà il luogo per i soci del Ponte, per i già fantastici e illustri Soci, il furgone del Ponte, ma di chiunque vorrà, attraverso la tessera, vivere questo luogo ed organizzare eventi.

Siamo già in collaborazione con enti pubblici, organizzazioni, diciamo di un certo spessore, stiamo organizzando la fiera nazionale sulla disabilità, per la prima volta verranno messi insieme tutti gli stakeholders, si chiamano, cioè tutti i soggetti coinvolti nel mondo della disabilità, le imprese commerciali, le associazioni, le utenze.

Tutti quanti in una grande fiera espositiva, per come dire, trasmettere il concetto, che il disabile non è solo un soggetto bisognoso passivo ma, che può essere anche un soggetto attivo della società a partire dalla donazione di sangue, a partire da lavori, attività, trattorie sociali, quindi ognuno ha il suo valore e il concetto di parità, non è il concetto di uguaglianza.

Noi non siamo uguali grazie a Dio ma dobbiamo essere pari, ognuno deve avere gli stessi mezzi per poter esprimere il proprio talento e le proprie conoscenze.

Ora abbiamo la possibilità di essere allietati dal maestro Antonio Masiello, un grande talento nel nostro territorio.”

Vi sono stati altri intervenuti, altre testimonianze di vicinanza a questo eclettico professore, politico, scrittore e anche artista contemporaneo.

 Francesco Silvestri si è sempre distinto per l’originalità del suo essere, rispettoso degli altri e caro amico voglio ricordarlo, avendo condiviso la passione per l’arte, la cultura e anche il campeggio e naturalmente, il turismo itinerante, che ci ha visto insieme in tanti viaggi in Italia ma anche all’estero.

Il Ponte, quest’associazione di Massafra, esprime molti dei concetti, che Francesco Silvestri professava e sua figlia Gaia insieme alla sua famiglia e al suo Staff, hanno preso il testimone, che li porterà con successo al traguardo. Ad Maiora.