Hello world! Qui Taranto, la Città Spartana (706 a.c.)


_DSC4981Taranto è la Logo Taranto Spartanamia città, Taranto è la città che amo. La cronologia tradizionale assegna la data della fondazione di Taranto al 706 a.C. Le fonti tramandate dallo storico Eusebio di Cesarea, parlano del trasferimento di coloni Spartani in questa zona per necessità di espansione o per questioni commerciali. Questi, approdando sul promontorio di Saturo e fissando i primi insediementi portarono una nuova linfa di civiltà e di tradizioni. La struttura sociale della colonia sviluppò nel tempo una vera e propria cultura aristocratica, la cui ricchezza proveniva, probabilmente, dallo sfruttamento delle risorse del fertile territorio , che venne popolato e difeso da una serie di “phrouria”, piccoli centri fortificati. A differenza delle altre città della Puglia (come Bari e Brindisi), Taras (Taranto) non fu annessa all’impero romano se non centinaia di anni dopo la fondazione, anzi numerose guerre riportano eventi durante i quali l’esercito romano si ritirò sconfitto (vedi per es. Battaglia di Heraclea, Pirro).

La leggenda racconta che nell’VIII secolo a.C., l’eroe spartano Falanto divenne il condottiero dei Partheni, cioè di quel gruppo di cittadini nati durante la guerra messenica, dell’aristocrazia al potere nella città di Sparta. Consultando l’Oracolo di Delfi prima di avventurarsi per mare alla ricerca di nuove terre, apprese che sarebbe giunto nella terra degli Iapigi, e che avrebbe fondato una città quando egli avesse visto cadere la pioggia da un cielo sereno e senza nuvole (in greco ethra). Falanto si mise in viaggio, fino a quando giunse nei pressi della foce del fiume Tara. Dopo i primi scontri con gli Iapigi che lo videro sconfitto, addormentatosi sul grembo della moglie, ella cominciò a piangere a dirotto ripensando alle difficoltà sopportate dal marito, bagnando con le sue lacrime il suo volto. L’oracolo si era avverato, una pioggia era caduta su Falanto da un cielo sereno: le lacrime della moglie Ethra. Ethra è un nome la cui origine etimologica è: cielo sereno.
Sciolto l’enigma, l’eroe si accinse a fondare la sua città lì, presso l’insediamento iapigio di Saturo.

https://it.wikipedia.org/wiki/Storia_di_Taranto.

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Taranto Spartan Race 2016 – 29 / 30 Ottobre – Parco Cimino Taranto

La Spartan Race è stata disputata a Taranto con oltre 3.000 atleti nelle tre specialità, Sprint, Super e Beast. E’ la corsa ad ostacoli #1 al Mondo e per la prima volta nella città fondata dallo spartano Falanto nel 706 a.c.  È la terza destinazione in Italia per il 2016 con un numero considerevole di atleti provenienti dagli Stati Uniti d’America (Alaska, Arizona, Kansas, Minnesota e Virginia) e da oltre 10 Paesi europei.

La Spartan Race si disputa in Italia dal 2014 grazie ad una agenzia di comunicazione di Milano che ha inteso sviluppare al meglio il movimento sportivo generato nel 2009 negli Stati Uniti da un gruppo di ex militari del Vermont.

Due le prove organizzate in Italia nel 2014 (a Roma, Foro Italico e Stadio Olimpico; e a Milano, Castello Sforzesco e Parco Sempione). Due appuntamenti anche nel 2015 (a Orte, Viterbo, e a Cardano al Campo, Varese, presso il crossodromo Ciglione di Malpensa). Tre, invece, le prove del 2016: accanto alle confermate prove di Orte e Cardano, la destinazione spartana di Taranto.

Taranto è stata scelta in quanto unica Città al mondo fondata dagli spartani. Gli organizzatori hanno voluto in questo modo gettare un  ponte verso la Grecia ed irrobustire il  gemellaggio tra Sparta e Taranto avvenutonel 2015. L’evento si è svolto al Parco Cimino, che è un luogo molto strategico nella città dei Due Mari.

I numeri della Spartan Race sono importanti e in continua evoluzione:
2009 l’anno di fondazione del circuito
70 i Paesi che nel 2016 ospitano gli eventi
100 le città che fanno attualmente parte della challenge
5 i Continenti toccati: America, Europa, Asia, Oceania, Africa
1.000.000 il numero delle iscrizioni completate nel 2015
15 le destinazioni in Europa Occidentale
3 gli appuntamenti in Italia nel 2016 a due anni dallo sbarco (Roma, aprile 2014)
16.000+ le partecipazioni nel 2016 in Italia: 6.500 Orte, 6.500 Malpensa, 3.000+ Taranto.
Sia a Orte, sia a Malpensa è stato sold-out.
4 le destinazioni in Italia nel 2017
5.094.000 “mi piace” nel mondo su Facebook al 26 settembre 2016
115.399 “mi piace” in Italia su Facebook al 26 settembre 2016
3 le specialità proposte in Europa
a) SPRINT: 5+ km con 15+ ostacoli
b) SUPER: 13+ km con 21+ ostacoli
c) BEAST: 21+ km con 26+ ostacoli

Puglia Promozione che ha firmato con il patron  Zomegnan un protocollo d’intesa per tre anni con l’opportunità di un balzo in Grecia a Sparta nei prossimi anni.


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Il Palazzo della Cultura e la Biblioteca “PIETRO ACCLAVIO” di Taranto

a cura di Marisa De Gregorio

Marisa De GregorioBIBLIOTECA CIVICA DI TARANTO “PIETRO ACCLAVIO”

La Biblioteca è situata in Via Salinella, 31 e si sviluppa su tre livelli per un totale di 4.000 mq. Al suo interno è possibile visionare circa 160.000 volumi di carattere storico, letterario, economico, artistico, scientifico, giuridico, nonché una nutrita collezione di periodici e di testate nazionali (circa 5.000) nella sezione Emeroteca (anche queste di grande interesse storico con esemplari che risalgono all’Ottocento!) e importantissimi testi in Braille per ipovedenti.

Il patrimonio “antico” della Biblioteca è custodito nei sotterranei in moderni mobili “compattabili” ed è suddiviso in “Fondi”.

Il più cospicuo è il “Fondo Regionale” (composto da circa 4.000 volumi e da 5.800 opuscoli) che raccoglie saggi di storia generale della Puglia, di storia antica, con particolare riferimento agli avvenimenti della Magna Grecia.

Seguono: il “Fondo Acclavio”, donato dall’illustre concittadino Pietro Acclavio, grazie al suo legato testamentario verso la città concretizzando l’istituzione della biblioteca pubblica. Il fondo si compone di opere di argomenti vari ma si caratterizza con quelle degli studi di linguistica per i quali Pietro Acclavio nutriva una forte vocazione;

Il “Fondo Religiosi”, nucleo originario della biblioteca, costituito dai libri provenienti dai conventi dei padri Alcantarini, Domenicani e Riformati.

Vi si ritrovano vite ed opere di santi, Bibbie in diverse lingue e trattati di scrittura sacra con frontespizi incorniciati da calcografie e xilografie di notevole fattura artistica, immagini di arredo liturgico e di scene bibliche;

Il “Fondo Cataldo Gagliardo”, dedicato ad un importante avvocato di Taranto che volle donare la sua cospicua biblioteca composta prevalentemente da opere giuridiche di alto valore, tra le quali spicca il “ Codex Theodosianus”; Il “Fondo Lacaita”, composto dalla biblioteca dell’ insigne Giacomo Filippo Lacaita, comprende volumi con argomenti prevalentemente storico-letterario, raccoglie edizioni preziose per il contenuto, per le legature in marocchino e per i caratteri tipografici;

Il “Fondo Nitti” proveniente dalla biblioteca di Francesco Nitti, storico della seconda metà dell’ 800.

Il Fondo, oltre ai suoi volumi su Machiavelli e Leone X, è formato da: opuscoli, discorsi, suoi componimenti letterari, manifesti e proclami relativi all’attività pubblica del padre, il Senatore Cataldo Nitti, corrispondenza con familiari, amministratori della città ed esponenti del mondo politico.

Tutto il carteggio è stato riordinato e inventariato, creando uno strumento per ricostruire la vita tarantina e nazionale nel XIX secolo.

Molti sono i testi che vorrei segnalare come il “Libro Rosso” (Codice Architiano) completmente scritto a mano in latino!

Volume pergamenaceo dei “Privilegi della città di Taranto”, in cui è contenuta la trascrizione secentesca dei privilegi e delle lettere regie concesse all’Università di Taranto dai suoi signori feudali e dai suoi sovrani (datati tra il 1330 e il 1604); il libro più piccolo custodito nei sotterranei: “Pluralità dei mondi” di B. de Fontenelle, anche questo completamente scritto e rifinito a mano; la prima Bibbia in latino; il “De Antiquitate et varia tarentinorum fortuna” del Giovan Giovine (con i simboli di Taranto: prima fu lo Scorpione e poi Taras a cavallo di un delfino); il “Cataldiados” di Bonaventurae Moroni… così come nell’Emerotaca: “La Domenica del Corriere” con le sue illustrazioni fatte a mano e “ ‘U Panarijdde” con gli articoli pubblicitari, la cronaca e le vicende “Tarantine” dell’epoca… nonché la pubblicazione di alcune tra le più belle poesie di Giovanni De Siati e Alfredo L. Petrosillo.

C’è tanto, tantissimo… un mondo da scoprire e da riscoprire! C’è la Storia, la Nostra Storia, quella di Taranto dalle sue origini ai giorni d’oggi, con le sue Tradizioni, i suoi Artisti, i suoi Poeti…

Sono sempre stata Fiera delle mie origini… oggi più che mai!!! Mi chiamo Marisa De Gregorio e sono “Orgogliosa di essere Tarantina!”.

P.S. Uno speciale e personalissimo ringraziamento va alla Sig.ra Marilena Cardone (segreteria), alla Sig.ra Antonella Mesto (Emeroteca), al Sig. Damiano Zito (Archivio) e alla Sig.ra Annamaria Ungaro (Utenze) per la loro gentilezza e professionalità… e per aver reso possibile la realizzazione del mio reportage fotografico!!!


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Taranto da scoprire, gli angoli nascosti del suo territorio

Mercoledì 3 agosto 2016 alle ore 19.00 presso la galleria comunale del Castello Aragonese di Taranto, sarà aperta la mostra fotografica e pittorica “TARANTO DA SCOPRIRE”.

Un evento che ha come obiettivo quello di far conoscere gli angoli nascosti della città di Taranto e del suo territorio.

La mostra è stata promossa da amici del gruppo “Fotografi per passione-Endas Taranto” e dagli amici del gruppo facebook “Taranto fuori dal web” ed è aperta a chiunque voglia esprimersi con l’arte della fotografia o della pittura.

All’inaugurazione, aperta da Pasquale Reo e Marcello Dalla Rena, interverranno Enza Tomaselli, Ilaria Ricci ed altri amici.

L’evento terminerà il 10 agosto con orari di apertura dalle ore 9.00 alle ore 20.00.

UNA TARANTO DIVERSA E’ DAVVERO POSSIBILE !

 


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Taranto d’altri tempi


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Il Castello Aragonese di Taranto


Il castello Aragonese di Taranto (in costruzione)

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Il Matrimonio di Maria d’Enghien principessa di Taranto


La rievocazione storica che da alcuni anni si svolge a Taranto è promossa dall’Associazione Culturale Maria d’Enghien http://mariadenghien.com/ nata nel 2001 e recentemente trasferitasi nella nuova sede in Via Duomo, 234, 74123 Taranto (TA).  Maria d’Enghien ( 1367 – Lecce 9 maggio 1446) contessa di Lecce (1384-1446), principessa del Principato di Taranto, andò in sposa con un stratagemma a Raimondo Orsini Del Balzo, fu regina consorte di Napoli, in quanto terza moglie di Ladislao I d’Angiò  come viene descritto nel sito dell’Associazione. Questo contributo fotografico è dedicato a tutti coloro che a vario titolo s’impegnano per tenere viva questa storia medioevale della  Città di Taranto.

Historical Wedding Princess Maria d’Enghien

Maria d’Enghien (1367 – 9 May 1446) was Countess of Lecce and queen consort of Naples.

Grandson of Isabella of Brienne, born Giovanni d’Enghien, Count of Lecce, and Sancha (white) Dodge of the dukes of Andria.

In 1384, just 17 years, was Countess of Lecce after the death of his brother and married the Prince of Taranto Raimondo Orsini Del Balzo. The properties of the couple, thanks to the territories that the Countess brought him, they came to understand the current provinces of Taranto, Brindisi and Lecce. Was the mother of adorable children Mary, Catherine, John and Antonio Gabriele, and was much loved by her husband.

Widowed for the latter’s sudden death in 1406, tie the second marriage with the King of Naples Ladislas I of Anjou the Magnanimous, who came to besiege the city to take possession. The marriage of Maria and Wladyslaw, was arranged by diplomacy enemy because the Princess of Taranto, taking the place of her first husband, headed the city’s resistance to the bitter end. The wedding was celebrated April 23, 1407 in the Chapel of St. Leonard of the Aragonese Castle of Taranto, where each year is made a commemoration of the historical event in costume.

Eager to become queen, soon found himself stripped of all power. It was well received by the people of Naples, but the relationship with her husband were not serene enough to find themselves forced to live with the love of him.

Ladislaus died August 6, 1414, the kingdom passed to his sister Giovanna, a woman of easy virtue who came to imprison her cruelly. Subsequently released by Giacomo della Marca, in 1415 he returned to the possession of the County of Lecce in 1420 and obtained the Principality of Taranto for his son Giovanni Antonio.

She returned to her homeland, she was responsible for the reorganization of economic activities and the administrative town of Lecce, with the issue of July 14, 1445 Statuta et capitula florentissimae Litii civitatis.

He spent the last years of his life dedicating himself to his people, works of art and faith, and died May 9, 1446 in Lecce, where he was buried with great honor and splendor in the old monastery of Santa Croce, which was destroyed in 1537 by Charles V to build the castle which still exists today

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Taranto – Monumento al Marinaio


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Taranto – Gli Ipogei del Centro Storico


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Taranto – L’Acquedotto del Triglio


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